Pina Fois

Associazione dei sardi in Torino “A. Gramsci” – Borgo Campidoglio

Pina Fois 

Associazione dei sardi in Torino “A. Gramsci” – Borgo Campidoglio

“L’associazione è diventata un punto di riferimento per una comunità, definendone i valori di appartenenza.
L’impegno in un’associazione ti allontana dall’atteggiamento di indifferenza quotidiana.”

Sono di origine Sarda, nata a Catania, ho fatto tesoro della mia storia e dell’esperienza di immigrazione dei miei genitori, ed è questo che mi ha spinto a diventare un’operatrice sociale. Mi sono avvicinata all’Associazione dei sardi a Torino in tarda età, provando un senso di appartenenza che ha iniziato a maturare fino a trasformarsi in impegno volontario continuativo e quotidiano.

L’Associazione dei sardi in Torino “A. Gramsci” nasce nel 1968 come un punto di riferimento socio-culturale per i sardi che arrivavano a Torino in cerca di un futuro migliore. È oggi una realtà vivace, organizza corsi e altre attività il cui spirito attrae l’interesse anche di chi non ha origini sarde. Chi ci frequenta sente di poter sviluppare con noi un senso di identità, di appartenere a qualcosa di significativo e radicato nella storia. L’obiettivo dell’associazione, infatti, non è focalizzato soltanto a valorizzare le proprie origini ma è più ambizioso: dare un contributo ai sardi, sia quelli emigrati che quelli in Sardegna, prendendosi cura delle loro difficoltà e valorizzandone la cultura, i prodotti, il territorio.

Lo scopo è quello di instaurare e alimentare una sorta di dialogo costante tra l’isola e il paese, tra passato e presente, tra gastronomia e culture.

È grazie alle attività del circolo che sono venuta a conoscenza di Borgo Campidoglio. Un quartiere come questo predispone alla vicinanza, alla creazione di una forma di comunità e alla scoperta del valore di appartenenza. Sono questi degli aspetti fondamentali anche per un’associazione. Il Borgo è il luogo ideale per la nostra associazione che, come abbiamo visto, ha la sua ragione di essere nella cura del dialogo con gli altri e nell’essere aperti alla comunità. Per la sua natura un’associazione di emigrati tende a chiudersi in sè stessa, al contrario la scala urbana del Borgo è quella che permette di contrastare in modo efficace questa tendenza.

Abito nel Borgo da 29 anni e trovo che collegare l’impegno nell’associazione al luogo di vita mi abbia aiutato ad instaurare relazioni con le persone che ho incontrato qui ogni giorno durante questo tempo.

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